Da Grande - Piantini Daniele Progettista Web Designer

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Da grande

A 29 anni, sposato e con 2 figli, Giacomo e Lucia, ho lasciato la falegnameria, dove ancora lavorano i miei fratelli, vedi ( Piantini.it ), mi sono trasferito a Firenze e, con l’aiuto di mio cugino abbiamo aperto una piccola azienda di meccanica, la quale si occupava di progettare e studiare nuove tecnologie le quali venivano realizzate tutte internamente alla stessa, abbiamo sviluppato dei brevetti inerenti alle invenzioni che ne risultavano dalle stesse, purtroppo tali invenzioni erano sempre troppo all’avanguardia, quindi ilo mercato non le percepiva, cito alcuni studi e progetti:
Il depilatore per le donne, che funzionava con dei dischetti ruotanti posti obliquamente e contrapposti sul proprio asse, considerato inutile al quel tempo.
La pompa da vuoto e le relative valvoline, corredate di contenitori, sacchetti, e tappi, questa serviva per mettere sotto vuoto gli alimenti e le bevande.
La pesatura ponderata di un carico, era un sistema che permetteva di pesare un carico sia a terra che in aria, applicabile a bascule, carrelli elevatori, in oltre una sua evoluzione permetteva di poter pesare un mezzo, quale camion, anche in strada, (allora non esistevano celle di carico, queste ne erano un’anteprima basta sulla dinamica idraulica).
Un macchinario che tramite spazzole in acciaio, levigava il legno togliendone una parte delle fibre più leggere, dando sia un aspetto rustico che una migliore resistenza agli agenti atmosferici, cosa che oggi va di moda, e che hanno rifatto.
Poi tante altre piccole o grandi come un motore a scoppio rotativo a 4 tempi, che nella sua dinamica molto particolare riusciva a dare un risultato incredibile, dalle 7 alle 9 volte in più di resa rispetto agli equivalenti cicli 8, questa idea non venne poi sviluppata per timori impressoci dall’ufficio brevetti, dato che si scontrava con gli interessi di personaggi potenti e spietati.
Dopo questa sintesi capirete che le mie idee erano troppo nuove rispetto al periodo stesso, quindi non davano risultati economici validi e l’azienda viveva del lavoro quotidiano che si basava su articoli di moda ai quali pensava mia moglie insieme ad una ragazza che avevamo assunto, io davo loro un supporto tecnico continuo sviluppandogli nuove attrezzatture concorrenziali e nuove idee. Dopo un anno decidemmo di mettere in loco una pressa a iniezione per produrre quei particolari che nel frattempo erano acquistati o prodotti da terzi, dato che gli stampi costavano un capitale, decisi di iniziare a farli da me, fu così che inizia la mia carriera di stampista e stampatore. Continua

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